Una casa in legno a Russi
Controcorrente, letterale e metaforica.
Siamo in Romagna, provincia di Ravenna, nella Bassa così bassa che la puoi misurare con la livella a bolla. Va bene, il ferrarese gioca in un’altra categoria, ma l’idea è chiara.
Russi è uno di quei comuni che l’alluvione del 2023 ha preso in pieno, un’onda che non chiede permesso. Dunque facciamo il quadro: nebbia invernale da far sparire pure i pensieri, afa estiva che fa sudare anche il cemento, zanzare con licenza di uccidere, rischio alluvioni.
E in tutto questo, qualcuno ci costruisce una casa in legno massiccio, con isolamento in fibra di legno. Una scelta talmente controintuitiva che quasi sembra un esperimento sociale.
Chi gliel’ha fatto fare alla famiglia Babini?
Eppure… Eppur si muove, mormorò un certo Galileo.
Anche qui si muove qualcosa. Soprattutto nei pregiudizi: quell’idea che il legno non sia per noi, che in Romagna non regge, che boh, sembra troppo moderno.
Complice la mano sapiente di Marco Cesari, Soluzione Legno, che in cantiere sfoggia una precisione che molti carpentieri oltralpe guardano con un filo d’invidia. Non è più vero che le case in legno siano un’esclusiva di Svizzera e Nord Europa. Le competenze, la pulizia, la testardaggine buona ce l’abbiamo anche noi. Marco progetta e realizza abitazioni in legno senza compromessi: bravo Marco!
Evito gli spieghini di fisica tecnica: li ripetiamo da anni. Serve preparazione, voglia di far bene e una coscienza ambientale che non sia solo da brochure stampata con l'inchiostro del green washing. Niente fantascienza, niente unicorni. Basta lavorare bene.
Per questa casa ha scelto il sistema Holzius, pareti in legno massiccio senza viti, senza colla, senza chimica aggiunta. Un brevetto che sembra magia, ma è solo buona ingegneria del legno.
Per la coibentazione e la tenuta all’aria? Fibra di legno, membrane e soluzioni Naturalia-Bau. Una conferma di fiducia che ci onora.
L’elemento costruttivo più interessante? Per me il tetto piano ventilato. Dovrebbe essere obbligatorio, previsto dal regolamento edilizio; altro che guaine arroventate al sole e interni trasformati in girarrosti d’estate, salvo poi ritrovarsi muffe e condense quando arriva l’inverno.
Il risultato? La prova pratica che costruire ambienti sani, efficienti, duraturi, nel rispetto della terra su cui poggiamo, è non solo possibile ma anche maledettamente sensato.
Su YouTube trovi pure l’intervista a Marco, girata direttamente in cantiere.
L’open day del 27 novembre 2025
La giornata in cui la teoria ha ceduto il passo al profumo del legno vero.
Grazie alla passione instancabile del nostro Emanuele Goio, che ha orchestrato ogni dettaglio come un direttore d’orchestra della sostenibilità, abbiamo vissuto un open day in cantiere che ha radunato progettisti, curiosi, e futuri abitanti consapevoli.
Quarantacinque persone, e nemmeno una che sembrasse capitata lì per sbaglio.
Gli interventi hanno composto una tavolozza bilanciata: Andrea Dell’Orto ha aperto la giornata allargando lo sguardo sulla sostenibilità nella sua accezione più ampia e meno sloganistica; Emanuele Goio e Filippo Galetto sono entrati nel merito del sistema Holzius Vollholzhaus, raccontando cosa significhi davvero costruire con il legno massello; Matteo Pontara ha portato il pensiero di Naturalia-Bau e i prodotti pro clima, Stamisol e Gutex, riportando l’attenzione sulle prestazioni dell’involucro; Marco Cesari, fulcro naturale dell’evento, ha attraversato con chiarezza e metodo tutte le fasi di cantiere, tra scelte progettuali, soluzioni e inevitabili imprevisti; Matteo Bignozzi, infine, ha seguito l’evento come fotografo e intervistatore, documentando volti, parole e atmosfera di una giornata che ha parlato di edilizia concreta e consapevole.
E poi c’è stato il buffet. Prodotti selezionatissimi dalle Alpi e dalla Bassa, atmosfera conviviale, chiacchiere piene di idee. Il tutto servito su tovaglia Intesana 210, che non è solo un dettaglio ma un piccolo rito identitario. Ha scaldato animi e pance in egual misura.
Una casa in legno a Russi non è un miracolo. È un segnale.
Un promemoria che il cambiamento non arriva con i grandi proclami, ma con cantieri come questo, con chi si mette in gioco e con chi sceglie di costruire meglio.
E noi, modestamente, ci divertiamo anche un po’.
arch. Matteo Bignozzi